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Gruppo Famiglie Adottive, una “squadra” che cammina insieme

“Ci sono momenti in cui sedersi intorno a un tavolo con chi sta vivendo un’esperienza simile alla tua può fare la differenza. Riteniamo un’opportunità preziosa condividere un percorso di vita, ridere o piangere insieme, sostenersi a vicenda. Camminare da soli o al fianco di altri non è la stessa cosa”.

 

È riassunta in questi concetti limpidi e profondi espressi da Angelo Bulgarini l’essenza del Gruppo Famiglie Adottive, iniziativa sbocciata all’interno del Coordinamento Famiglie Affidatarie poco prima dello scoppio della pandemia.

 

“Una nuova prospettiva – racconta il presidente del CFA – che è emersa quasi spontaneamente. La nostra realtà si è posta in ascolto del territorio e ha deciso di mettere a disposizione la sua esperienza nell’accompagnamento dei nuclei famigliari affidatari per creare percorsi destinati anche a chi è in procinto di adottare o ha già accolto un minore nella sua casa”.

 

Alcune precisazioni, tuttavia, sono doverose. “Affido e adozione rimangono due mondi ben distinti. Il primo appartiene a una dimensione di temporaneità; il secondo prevede scenari definitivi. Noi ci occupiamo di affido, ma la domanda di sostegno da parte delle famiglie era sentita e significativa, non potevamo restare indifferenti, quindi abbiamo messo in campo le nostre competenze per garantire un servizio che si è già rivelato prezioso e che con il passare dei mesi coinvolge sempre più persone”.

 

gfa intervistaL’esperienza del Gruppo Famiglie Adottive ha avuto inizio a fine 2019 attraverso la formula del mutuo aiuto condotto, con una psicoterapeuta esperta nell’ambito a fare da guida attraverso stimoli e spunti. Un primo incontro a novembre, un secondo a gennaio, poi lo scoppio della pandemia e gli appuntamenti successivi gestiti online, fino al primo ritrovo post Covid dei giorni scorsi. “Vedersi in presenza è importante, anche perché diamo ai bambini la possibilità di conoscersi. La tecnologia, tuttavia, è preziosa e uno strumento come Whatsapp diventa luogo di confronto costante, quotidiano, utile a veicolare consigli e supporto. Sono le famiglie stesse a tenere vivo il flusso dell’interazione”.

 

Il passaparola, inoltre, ha contribuito alla crescita del gruppo, che oggi conta una dozzina di coppie coinvolte. Ad accorgersi della bontà del progetto anche Fondazione Asm, che ha deciso di sostenere la causa e contribuire all’attuazione di una campagna di comunicazione finalizzata ad aiutare le coppie adottive ad uscire dalle logiche di un cammino vissuto in solitaria. Pubblicazioni sui media, campagne social, cartellonistica in città e in provincia. Lo slogan diffuso dal CFA è eloquente: “Mano nella mano. Insieme adottiamo”. Le immagini a fare da sfondo sono silhouette senza volti, ma accomunate dagli stessi gesti, dalla stessa tensione all’accoglienza e alla genitorialità. Ombre operose in cui tutte le coppie adottive si potranno riconoscere.

 

“Lavoriamo per metterle in collegamento e garantire loro benefici nel corso di un’esperienza che è per la vita. I percorsi formativi ed educativi che abilitano le coppie adottive sono strutturati, ben organizzati e complessi, ma nel post adozione c’è davvero poco – conclude Bulgarini –. Abbiamo constatato che fare squadra tra famiglie fa bene a tutti: sostiene, rafforza e gratifica”.

 

Il Gruppo Famiglie Adottive si incontra mensilmente nella sede di via Aldo Moro 22, a Brescia. Per informazioni è possibile contattare il 334.3697025 o scrivere a info@coordinamentofamiglieaffidatarie.it.

 

Per sostenere l’accoglienza familiare devolvi il tuo 5 per mille al Cfa di Brescia. CF 98122040177.

 

Info www.cfabrescia.it

 

 

 

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