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Castenedolese, vent’anni da festeggiare con un sogno chiamato Promozione

Quella che verrà non sarà una stagione qualunque per la Castenedolese. Nel 2023 la società azzurro-granata festeggerà il suo ventesimo anniversario di fondazione, che nelle speranze dei massimi dirigenti dovrà portare grandi soddisfazioni. “Siamo un club solido, che mantiene gli impegni presi e non fa mai il passo più lungo della gamba. Il nostro biglietto da visita è questo, e non è poco se vuoi avere credibilità e rispetto” esordisce il presidente Bruno Savio.

Nella passata stagione gli Juniores regionali hanno conquistato la medaglia di bronzo, mentre la prima squadra un buon quarto posto, ottenuto dopo una partenza in salita e una cavalcata all’inseguimento delle due corazzate Cellatica e Lodrino, dietro alle quali si è intrufolata anche la Valtenesi. “Le nostre rivali ci hanno fatto i complimenti dopo lo scontro diretto – racconta il direttore sportivo Pierangelo Zanelli -, si chiedevano come potesse esserci un tale divario in classifica tra noi e loro”. Un distacco che ha reso impossibile la disputa dei play-off: “La forbice di punti era troppo ampia tra le prime due e le inseguitrici. Peccato. Il nostro obiettivo era proprio quello, ma abbiamo fatto comunque una stagione positiva. Purtroppo gli infortuni hanno inciso parecchio e spesso la dea bendata ci ha voltato le spalle. Abbiamo perso diverse partite 1-0 subendo il gol decisivo al 90′. Al Lodrino, che è stata una grande squadra, è invece girato tutto bene. Era il loro anno, noi ci riproveremo”.

Il nuovo assalto alla Promozione ripartirà tra una manciata di settimane, con mister Matteo Zanelli confermato al timone della nave. “Ha fatto un ottimo lavoro e siamo convinti che possa essere lui la nostra guida per lungo tempo. Ciò che ci mette in difficoltà è la regola delle quote. Crediamo che occorresse più ragionevolezza dopo la pandemia, anche perché non sono quelle norme ad aiutare i giovani, ormai è chiaro. I ragazzi che vengono proiettati in prima squadra troppo spesso non sono pronti. Quest’anno ne abbiamo dovuti inserire diversi per ovviare alle numerose assenze. È bello e gratificante dargli spazio, e ne abbiamo lanciati 2-3 davvero bravi, ma il salto dalla Juniores alla Prima Categoria non è semplice, figuriamoci dagli Allievi. Nei professionisti è tutto diverso. Qui i ragazzi sono abituati a divertirsi e un approccio prematuro alle prime squadre può mettere a dura prova la loro passione. Il rischio è che poi, usciti dall’età dell’obbligo, si perdano”.

Il settore giovanile è gestito da un’altra società: l’Academy Castenedolese. “Nel 2015 c’è stata una separazione, ma non è detto che nel prossimo futuro non possano cambiare le cose. Abbiamo sempre collaborato e vedremo se nei mesi a venire sarà possibile imbastire nuovi progetti”.

Sul territorio comunale c’è un’altra prima squadra: il Real Castenedolo. “I rapporti sono buoni, ma siamo in categorie diverse e ci riteniamo realtà autonome, ognuna con la sua identità e organizzazione. Noi siamo la società storica del paese, che un tempo si chiamava Castenedolo, ma abbiamo massimo rispetto per la loro iniziativa”.

In un paese di 11mila abitanti, dunque, la passione non manca, come il senso di appartenenza: “Noi siamo entrambi di Castenedolo – raccontano presidente e ds –, idem i dirigenti e tantissimi giocatori della nostra rosa. L’identità sempre stata un nostro marchio di fabbrica. Nel 2012 siamo andati in Promozione con i classe ’90, tutti di Castenedolo. Di fatto erano la nostra Juniores. Nella passata stagione ne avevamo 16 su 24, quest’anno saranno 10. Ci teniamo molto ad avere uno zoccolo duro nostrano. Quando dobbiamo fare un nuovo innesto la priorità va sempre ai giocatori di Castenedolo”.

Anche i rapporti con il Municipio sono buoni: “Il centro sportivo è di livello e per averlo a disposizione versiamo una quota d’affitto. Certo, un tempo la quota era simbolica, oggi è diversa ma comunque onesta. Non possiamo lamentarci”.

Guardando al futuro Savio e Zanelli non nascondono le ambizioni della società: “La nostra dimensione ideale è la Promozione. Vincere è difficile, ce la fa solo una. Ripartiremo con lo stesso obiettivo di un anno fa: la zona podio, sperando questa volta di giocarci i play-off. Ci piacerebbe molto salire di categoria. Lo faremmo senza follie, rispettando il nostro budget e i nostri valori. Crediamo sia un campionato più accattivante rispetto alla Prima, anche perché se ti capita il girone mantovano non è il massimo: poco stimolante, tanti chilometri, campi brutti. Dopo 3-4 anni in quel raggruppamento abbiamo chiesto alla federazione di mantenerci in zona”.

Non mancano le sinergie con altre società bresciane. “C’è grande collaborazione con Ciliverghe e Voluntas Montichiari, ma anche con le altre squadre del territorio, eccezion fatta per la Rigamonti, che riteniamo sia un gradino sopra e debba fare un percorso diverso dal nostro. Anni fa, quando era in C, avevamo ottimi rapporti anche con il Carpenedolo. Con il Brescia non possiamo dire altrettanto: nel corso del tempo abbiamo visto poco rispetto nei confronti delle società dilettantistiche che hanno fornito talenti”.

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