Dal ritorno al centro sportivo San Filippo passando per la riorganizzazione del vivaio biancazzurro e il dialogo con le società della provincia.
In settimana Union Brescia ha dato segnali importanti in merito alla rinascita del suo settore giovanile e alla ricostruzione di una rete di alleanze fondamentali per rinsaldare quelle fondamenta territoriali sradicate nel recente passato.
Le dichiarazioni del direttore Mauro Pederzoli non lasciano spazio a dubbi. “Il settore giovanile rappresenta un asset importantissimo per noi. I suoi tempi sono diversi da quelli della prima squadra: il lavoro è più lungo e complicato, perché passa dall’organizzazione, dalle strutture, dalla creazione di una mentalità comune e di uno stile metodologico. La certezza è che il futuro di Union Brescia passa anche dalla crescita del vivaio e dalla capacità di ricostruire un rapporto solido con il territorio, obiettivi primari”.
Mattia Collauto, responsabile del settore giovanile, entra nel dettaglio: “Bisogna parlare poco e fare tanto. Stiamo lavorando sodo per rendere efficiente il settore giovanile, sia a livello organizzativo sia tecnico. Abbiamo dato una linea nella quale le nostre squadre stanno iniziando a riconoscersi. Il settore giovanile deve essere inteso come una fucina, come un laboratorio. Il nostro obiettivo è valorizzarlo sempre più. Parliamo di un vivaio che coinvolge circa 300 ragazzi e 100 persone tra dipendenti e collaboratori. È attiva una collaborazione tra tutte le componenti del club, dalla proprietà ai responsabili tecnici, che dovrà tradursi progressivamente nella capacità di portare talenti in prima squadra”.
Un altro aspetto centrale riguarda il rapporto con le società del territorio. “Stiamo raccogliendo riscontri molto positivi e trovando porte aperte. Le società dilettantistiche non devono essere considerate soltanto come bacini da cui attingere giovani calciatori, ma come interlocutori con cui condividere obiettivi e opportunità. Operando con l’intento di generare benefici reciproci le intese e l’armonia diventano naturali”.
Intese che passano anche da relazioni, non necessariamente da accordi formali, come nel caso di Voluntas Brescia. “C’è un rapporto molto diretto, amichevole e sereno. Stanno portando avanti un percorso importante, che condividiamo. C’è una stretta di mano nella quale crediamo molto”.
