Esonerato dopo una vittoria, senza che la società glielo comunichi. Mister Manini abbandona, incredulo, l’avventura al Vigasio

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Andarsene senza sapere il perché. Accade a Vigasio, nell’Eccellenza veronese, al nostro Gianluca Manini, già ex Ciliverghe e Pedrocca. Qualcosa nell’ingranaggio cardine presidente-direttore sportivo-allenatore si è rotto, così pagano gli ultimi due, coi problemi di comunicazione che si allargano anche ai modi stessi dell’esonero. Ma andiamo per gradi.

Brescia, Marino porta il suo staff. Anche Violini esce di scena: “Con i portieri del vivaio è stato fatto un lavoro straordinario. Temo che Cellino non sappia nulla di questo progetto. Vorrei parlare con lui”

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C’è aria nuova in casa Brescia. Nel pomeriggio Pasquale Marino ha diretto il suo primo allenamento e in questi minuti è in corso la sua presentazione alla stampa. Boscaglia ha detto addio, ma non sarà il solo, anche lo staff tecnico sarà rivoluzionato e l’uscita di scena che fa più rumore è quella di Giacomo Violini.

Identiquota, puntata numero 5: Eros Albrici

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Da Atene a Rodengo Saiano ne è passata di acqua sotto i ponti. Dalla notte magica vissuta da tifoso nel 2007, quando il suo sogno era diventare un calciatore del Milan, alla nuova avventura con la maglia del Saiano, che in estate ha puntato su di lui nel reparto offensivo.

Mister Grazioli apre il libro delle sue 600 panchine, 26 anni di vita a bordocampo: “Non mi fermo, troppa passione. Il vero calcio è quello dei dilettanti”

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«Un traguardo importante, che fa piacere festeggiare, ma non definitivo. Già tra quattro anni, con un po’ di fortuna, spero di toccare le 700». Gianandrea Grazioli è un allenatore fatto così, una vita scandita col calcio come unità di misura. Cifre che si inseguono dentro e fuori dal campo e che, domenica scorsa, sono arrivate a comporre un numero tondo, consistente, precoce. 600 panchine tra i dilettanti a soli 51 anni, 28 dei quali trascorsi da capo allenatore; circa 54.000 minuti – l’equivalente di 37 giorni e mezzo – di camminate nervose, urla e passione nel confine bianco, spesso oltraggiato, di un’area tecnica.