Vi hanno sedotto, ora non abbandonatele. Nel giorno in cui il carrozzone, su cui erano saliti tutti e con una certa fretta, tende ad essere meno affollato dopo lo 0-5 con il Lione, è invece ancora più doveroso stare vicini a queste ragazze. Perché il Brescia femminile, se è arrivato ieri a celebrare una serata storica al Rigamonti in Champions League, lo deve al lavoro infaticabile, certosino, svolto negli ultimi dieci anni. Nell'assoluto silenzio generale, tanto da diventare quasi assordante.
Se Brescia potrà vivere serate come quella di ieri, magari con avversarie meno quotate e con un livello di gioco superiore, tutto passa ancora dal campionato nel quale da domenica, contro l'ostico Riviera di Romagna, le Leonesse dovranno tornare a mettere la testa dopo 28 (avete letto bene...) vittorie consecutive. Milena Bertolini, nel post partita di ieri, raccontava: "Una partita come questa vale come 20 gare in Italia". Affermazione che lascia intendere quanto sia ancora profondo l'oceano nel quale le ragazze dovranno nuotare. La fortuna, nello sport soprattutto, è che nulla è definitivo. L'Italia del volley maschile, diventata 'Generazione di fenomeni' con 3 titoli mondiali dal 1990 al 1998, nacque dalle macerie di uno sport che sembrava finito nel nostro paese.
