dal Giornale di Brescia
Lumezzane-Union Brescia è il suo derby, senza se e senza ma. «La partita del cuore – commenta Carlo Bonomi, colonna rossoblù prima come giocatore e poi come dirigente e oggi vice presidente dell’Union Brescia – e proprio per questo dalle tante, troppe emozioni. Ecco perché domani non andrò allo stadio, ma vedrò il match a casa, da solo». Il motivo è chiaro e si torna lì, al cuore. «Non posso tifare contro il Lume: ho cominciato a giocare coi rossoblù a 10 anni, ci sono rimasto 45, ho vissuto di tutto e di più e vinto quattro campionati, sfiorando due volte la B. Ancora oggi mi canticchio la canzone dei tifosi “e se dalla panchina Carletto s’alzerà, vuol dire che il Lumezzane il Lumezzane vincerà”».
Il classico amore che non finisce, che resta dentro, ma che può essere «superato» da ciò che poi accade nella vita. «Oggi sono vice presidente dell’Union Brescia e spero che vinca, con tutto il rispetto per il Lumezzane. Ed esulterò se arriverà il gol. D’altronde loro sono nei play off, punto più punto meno cambia poco. Noi invece abbiamo estremo bisogno di vincere per blindare il secondo posto. Indispensabile nel prosieguo della stagione». Ma il match sarà tutto tranne che facile. «Troise sta avendo un cammino da squadra tra le prime in classifica, grande merito ai dirigenti che lo hanno preso. E la sua mano si vede eccome. D’altronde all’andata hanno meritato di vincere. Dal Brescia mi aspetto una reazione, sarebbe brutto chiudere la stagione senza aver vinto un solo derby. Loro metteranno l’orgoglio, noi però siamo più forti e dovrà emergere la nostra personalità. Tra l’altro, come ho fatto i complimenti a Troise, li faccio anche a Corini. Nelle ultime partite la squadra ha cambiato marcia: a Vicenza ad esempio avremmo meritato di vincere».
Per Bonomi la differenza la fanno adesso anche gli uomini. «Marras più avanzato è un’ottima mossa, così come sono contento che giocatori del calibro di Zennaro, Mercati, Pasini, siano tornati o comunque stiano tornando a dare il loro contributo. E poi Crespi in questo momento è una certezza: secondo me ha margini di crescita, ma se penso al gol col Cittadella mi si illuminano ancora gli occhi». Quegli occhi che rarissimamente hanno potuto vedere il Brescia al completo «ed è un peccato, perché la rosa è davvero forte. Però gli infortuni sono stati tanti, troppi: qualcosa è stato sbagliato, forse anche nella preparazione». Carlo Bonomi lo dice sulla base dei decenni passati all’interno del mondo del calcio e che oggi lo vedono al fianco del presidente Pasini. Con orgoglio e ambizione. «Per adesso non posso dire di aver inciso molto, spero di poter essere maggiormente coinvolto nelle decisioni dalla prossima stagione. Nel massimo e totale rispetto del ruolo di tutti, ci mancherebbe. Ma credo di avere esperienza e conoscenza di calcio che possono tornare utili. Adesso però pensiamo al finale di stagione, ai play off: sarà dura, ma è nostro dovere provarci. Perché l’ambizione non deve essere solo quella di andare in B, ma di tornare in A al più presto e fare un cammino simile a quello di Atalanta e Como».
