Crescere ed insguire i propri sogni calcistici significa anche percorrere strada, fisicamente. Il campetto dell’oratorio sottocasa (per chi ancora lo frequenta) è solo l’inizio: poi c’è l’auto del genitore, il pullmino della società, la corriera per i più avventurosi, il compagno di squadra che ha già la patente. Per qualcuno le distanze non sono la prima cosa, perché una chiamata seria vale anche lo spostamento di provincia. Lorenzo Poli ha fatto tanta strada, da Mazzano a Salò prima, poi nella direzione opposta, approdando a Scanzorosciate, pochi chilometri a nord della città di Bergamo. Ai piedi delle Alpi Orobie il classe 2007 sta trascorrendo una prima stagione in prima squadra molto promettente.
Una stagione che è partita con una trasformazione, un cambio di posizione, richieste e compiti diversi da quelli svolti per tutta la carriera giovanile. Mister Alessio Delpiano l’ha preso sotto la sua ala, gli ha consegnato una maglia da titolare, spostandolo però dal centro del campo alla corsia laterale. Poli ha faticato all’inizio, soprattutto per i ritmi che il livello di Serie D impone anche durante la settimana, ma ha trovato via via la sua dimensione. Da mezzala a quinto, ha saputo rimanere sempre sé stesso, pur aggiungendo concetti e lavoro. Il ruolo non l’ha cambiato, bensì è riuscito ad esprimere il proprio calcio, ancora in evoluzione, dentro al nuovo ruolo. Un obiettivo valso ogni chilometro percorso.
Conosciamo meglio Lorenzo, scorrendo la sua scheda di Identiquota.
LA SCHEDA
Nome: Lorenzo.
Cognome: Poli.
Soprannome: Pol.
Nato il: 11 settembre 2007.
A: Brescia.
Nazionalità: italiana.
Residenza: Mazzano (Brescia).
Le mie origini, la mia terra: da sempre vivo a Mazzano, i miei amici più stretti sono gli stessi da sempre; con loro ho passato tutti i pomeriggi della mia infanzia a giocare in un prato per le vie del paese, divertendomi e giocando sempre a calcio, che è la passione che ci accomuna. Mio papà è nato e cresciuto a Mantova, mentre mia mamma è nata a Desenzano ed è cresciuta a Rezzato (Brescia).
Professione: studente.
Altezza: 175 cm.
Peso: 69 kg.
Piede forte: destro.
Ruolo: nasco centrocampista offensivo, ruolo che svolgo per tutta la carriera, fino a quest’anno, dove mi hanno spostato sulla fascia a fare il quinto/esterno.
Società di appartenenza: Scanzorosciate (Serie D, girone B).
IL PERCORSO
Settore giovanile: inizio a giocare a calcio nella squadra dell’oratorio del paese, ovvero Mazzano, fino all’età di 9 anni, per poi iniziare il mio percorso al Feralpisalò, dove passerò circa 9/10 anni della mia vita, per poi arrivare allo Scanzorosciate quest’anno.
L’allenatore nel settore giovanile da cui ho imparato di più: l’allenatore del settore giovanile da cui ho imparato di più è senza dubbio Francesco Pellegrini, una persona speciale: credeva molto in me e nelle mie capacità. Non a caso con lui ho passato due anni, uno con l’annata più grande e l’altro coi miei pari età. Un aneddoto che ricordo riguardo al mister è sicuramente quello in cui, in vista di una partita importante, dopo allenamento mi caricò dicendomi che secondo lui ero il centrocampista migliore del campionato. Mi riempì di gioia, anche perché è una persona che non parla molto, ma quando parla dice sempre la cosa giusta al momento giusto.
Esordio in prima squadra: il vero e proprio esordio in prima squadra è stato in questa stagione in Coppa Italia contro la Virtus Ciserano a fine agosto, anche se mi sento di dire che la prima di campionato contro il Chievo Verona non la dimenticherò mai: nonostante la sconfitta all’ultimo minuto, giocare titolare alla prima di campionato contro una squadra e un tifo del genere è stata un’emozione indescrivibile.
Carriera in prima squadra: quest’anno allo Scanzo è la mia prima vera stagione in prima squadra. All’inizio il ritmo della Serie D mi ha colpito più di quanto mi aspettassi: mi ricordo le prime settimane, dove nelle partitelle non vedevo mai palla, ma col passare del tempo, grazie al mister e ai compagni, sono entrato nei ritmi di gioco e ora questa differenza non la sento più. Giocare coi grandi è veramente bello: spesso prendi bastonate, ma sento che più passano le settimane e più queste bastonate mi stanno aiutando a crescere e maturare come giocatore. Il mister è fantastico: non ho mai avuto un rapporto così bello e sincero con un allenatore e averlo trovato al primo anno coi grandi è stata la fortuna più grande. I miei compagni sono persone stupende, ammiro la loro dedizione al lavoro; giocare con loro è bello, sono tutte persone serie e sempre disponibili ad aiutarmi. La società mi ha accolto benissimo: le loro parole al primo incontro, sia a me che a mio papà, ci colpirono subito. Direttore e staff sono persone forti, mi hanno fatto capire fin da subito che a Scanzo c’è da pedalare forte e che la parola “mollare” non esiste.
Il gesto tecnico preferito: il gesto che più mi piace fare è tirare a giro; non a caso qualche mio compagno, quando tiro, esclama: “O tiraggir”.
Un aspetto del mio calcio da migliorare: un aspetto fondamentale dove devo migliorare è l’aspetto difensivo: quest’anno non è stato facile migliorare su questo fondamentale, ma sono sicuro che mi servirà per tutta la vita e per questo posso solo ringraziare la grossa pazienza di mister Delpiano e dei miei compagni.
Il numero di maglia a cui sono più legato: il mio numero preferito è l’8: ce l’ho tatuato sul polpaccio, è stato il mio primo numero e anche quello che ho portato sulla schiena per più partite.

Prima di passare ai bergamaschi la scorsa estate, una lunga trafila giovanile in maglia Feralpisalò.
FONTI D’ISPIRAZIONE
Squadra del cuore: sono un tifoso sfegatato del Milan.
Il ricordo più bello allo stadio: il ricordo più bello è sicuramente quello della prima volta a San Siro con mio papà: ricordo ancora l’emozione appena visto il campo dopo le lunghe scale dello stadio.
Fonte di ispirazione: la mia fonte d’ispirazione è mio papà: lui mi ha trasmesso la passione per il calcio, è sicuramente l’aspetto che più ci lega e vederlo ogni domenica in tribuna mi riempie il cuore di gioia. Sono veramente fortunato ad avere una famiglia che mi supporta così tanto.
In campo assomiglio a: in campo, ad oggi, mi sento di assomigliare a Saelemaekers del Milan: quinto offensivo, buona tecnica e di grande gamba. Mentre per gli anni passati, dove facevo la mezzala, mi sentivo più un giocatore come Reijnders, che è un centrocampista moderno box to box, a parer mio fortissimo.
La mia Top11 pro: la mia Top 11 è composta da (4-2-3-1): Donnarumma; Marcelo, Van Dijk, Sergio Ramos, Hakimi; Pedri, Modric; Messi, De Bruyne (trequartista), Neymar; CR7. Mister Guardiola.
La canzone che mi carica prima della partita: la canzone che mi carica sempre prima di una partita è “Leggenda” di Rondo da Sosa.
L’accessorio di cui non posso fare a meno in campo: durante la partita non posso fare a meno dell’uso del calzettone basso.
Scarpe da calcio che indosso: le scarpe che utilizzo sono le Nike Mercurial o Superfly.
FUORI DAL CAMPO
Da bambino sognavo di: ho sempre sognato di fare il calciatore, sogno che coltivo tutt’ora.
Se non fossi un calciatore sarei: non so rispondere e, per ora, ho la fortuna di dire che non devo ancora dare una risposta.
Materia preferita a scuola: diritto.
… e quella che proprio non mi entra(va) in testa: il mio tallone d’Achille è senza dubbio tedesco.
Due chiacchiere al bar con (persona famosa): due chiacchiere al bar le faccio volentieri con Neymar.
Cena a lume di candela con: Chiara, la mia fidanzata.
Hobby nel tempo libero: nel tempo libero esco con i miei amici.
Piatto preferito: la carbonara.
Il social che uso più spesso: Instagram.
La mia pagina social preferita: Cronache di Spogliatoio.
Formazione del fantacalcio/di Fifa: la formazione al fantacalcio quest’anno è meglio non dirla, visti gli scarsi risultati.
Attività preferita senza smartphone: ciò che preferisco fare al di fuori del calcio, senza l’utilizzo del telefono, è sicuramente organizzare qualche attività con la mia ragazza o con i miei amici.
In viaggio verso: il prossimo viaggio che mi piacerebbe fare è a Parigi assieme alla mia fidanzata, perché si merita un viaggio di tutto rispetto per tutta la pazienza che porta nei confronti dei miei impegni.
Come mi vedo da qui a 5 anni (nella vita): mi vedo ancora su un campo da calcio, fidanzato con Chiara e con la mia famiglia orgogliosa per i risultati ottenuti fino a quel momento e, chissà, magari pure laureato.
IL MIO CALCIO
La macchinata ideale: la macchinata ideale pre partita rimane quella attuale, ovvero quella assieme a mio papà: mi fa sentire spensierato e non mi mette pressioni. Stesso discorso vale per mia mamma, alla quale devo tutto.
Rituale pre-partita: un rituale pre-partita è quello di portare fuori il mio cane la mattina: dato che non lo faccio durante la settimana, recupero facendolo almeno la domenica mattina, mentre i riti al campo non li dico sempre per scaramanzia.
La partita che non dimenticherò: una partita che non dimenticherò mai è quella di quest’anno contro il Milan Futuro: da milanista, entrare in campo con l’inno del Milan di sottofondo e sfidare alcuni giocatori della prima squadra mi ha fatto venire la pelle d’oca, anche perché in panchina non c’era un mister qualunque, ma Massimo Oddo, campione del mondo nel 2006.
Il momento più difficile: tra i momenti più difficili sicuramente inserisco la perdita dei miei nonni, con i quali avevo un rapporto speciale.
Il senatore bastonatore: in spogliatoio non c’è un senatore vero e proprio che mette in riga tutti i giovani: in generale tutti quelli con più esperienza bastonano noi giovani, ma se devo fare qualche nome sicuramente Ruggeri è quello che all’inizio mi metteva in riga più di tutti, e proprio con lui ora ho un rapporto bellissimo. Oppure anche Scuderi, mio compagno di spogliatoio, è uno che mi mette spesso in riga, a partire dall’atteggiamento extra-campo fino ad arrivare al comportamento in campo e in spogliatoio: sono fortunato ad avere un compagno con la sua esperienza al mio fianco. Un aneddoto di qualche messa in riga può essere un messaggio dopo la mia storia del gol a Brusaporto, dove Scuderi mi rispose dicendomi: “Sì, ma non ti montare la testa, ragazzino”. Avevo fatto semplicemente una storia mettendo il video del mio gol, ma Dario voleva subito farmi capire come funzionava e per questo gli sono grato.
La partita che vorrei rigiocare: se dovessi scegliere una partita da rigiocare, sicuramente sceglierei un Feralpisalò-Atalanta nel campionato Under 17, dove dopo essermi procurato un bel rigore facendo tunnel all’avversario sbagliai il rigore che poteva regalare il vantaggio alla squadra. Ci rimasi molto male, ma imparai molto quel giorno.
Il sistema di gioco che esalta le mie caratteristiche: il sistema di gioco che risalta le mie caratteristiche può essere il 4-2-3-1, dove giocando nei tre davanti potrei sicuramente sfruttare le mie capacità offensive e mettere meno in difficoltà la squadra sul lato difensivo, anche se il sistema di gioco con cui giochiamo a Scanzo sicuramente non è da meno. Mentre, per quanto riguarda la mezzala, sicuramente il 4-3-3 sarebbe una bella soluzione.
Rigore al 90’ a favore della mia squadra: do il pallone a Filippo Belloli. La sua stagione parla da sé.
Il compagno più forte con cui ho giocato: sicuramente Belloli è il più forte con cui io abbia giocato fino ad ora. Da lui imparo molto: è sempre posizionato bene con il corpo e fa sempre la giocata giusta al momento giusto.
L’avversario più forte che ho affrontato: l’avversario più forte che ho affrontato è Inacio, quando era un giocatore dell’Atalanta, oppure Liberali del Catanzaro, quando giocava al Milan: entrambi giocatori qualitativamente fortissimi, si divertivano quando avevano la palla tra i piedi.
Come mi vedo da qui a 5 anni (nel calcio): mi vedo il più in alto possibile, in una dimensione che mi darà fiducia e adatta a quel momento della mia carriera, senza fare passi più lunghi della gamba.
La quota che consiglio: un giovane che consiglio a tutti è sicuramente Giampietro Nikolli, difensore classe 2007 della Real Calepina, oppure Filippo Armanini, centrocampista classe 2007 del Bologna Primavera: entrambi miei ex compagni di squadra, entrambi tra i miei migliori amici nel calcio. Auguro loro il meglio.

