I colori che sventolano a fine manifestazione sono ancora quelli del 2025, il giallo e il blu. La finalissima del 26° Torneo Internazionale del Garda e della Valle Sabbia – Città di Gavardo tra Atalanta e Parma ha rappresentato il degno epilogo di un fine settimana pasquale di grande calcio giovanile, concluso con il successo dei ducali, che bissano così l’affermazione di dodici mesi fa.
Le due formazioni arrivavano all’ultimo atto delle 17 del giorno di Pasqua dopo due semifinali tiratissime, risolte in mattinata col medesimo esito: vittoria ai rigori dopo l’1-1 dei tempi regolamentari, con Inter e Hellas Verona a farne le spese. Il Parma aveva superato ai rigori anche i quarti di finale, infliggendo una grossa beffa ai padroni di casa del Gavardo (in vantaggio per 1-0 fino all’ultimo minuto dei regolamentari). Non passi però l’idea che la squadra di mister Tartaro sia arrivata in fondo solo per fortuna: sia individualmente che di collettivo gli emiliani si sono dimostrati comunque la miglior selezione del torneo.
Il pronostico al minuto zero è totalmente in equilibrio e da subito si capisce che saranno gli episodi a indirizzare l’incontro. Il primo capita dopo pochi secondi. Acca scappa sulla destra e viene contrato al limite del lato destro dell’area parmense; il numero 7 cade male sul fianco e rimane a terra. Il fallo c’è, ma ciò che preoccupa è la condizione del terzino, che non riesce a rialzarsi. Intervengono così i medici che, sotto gli applausi incoraggianti degli spalti gremiti, prima soccorrono il calciatore, poi lo caricano sull’ambulanza, portandolo in ospedale per accertamenti. I suoi compagni, emotivamente e psicologicamente, pagheranno in parte l’accaduto.
La partita ha un livello d’intensità spiccato, tipico dell’atteggiamento atalantino, che però trova nell’avversario, forse per la prima volta nel weekend, una preparazione fisico-tattica tale da reggere il colpo. La gara diventa una semina di duelli per tutto il campo, con zero tempo per pensare alle giocate e tanto tanto agonismo. Non ne guadagna il gioco, la fluidità delle trame, per cui di occasioni buone per cambiare punteggio se ne costruiranno ben poche, da una parte e dall’altra.
In questi casi, i dettagli spostano. Al 10′ il momento clou. Vicini salta l’uomo sulla sinistra e viene atterrato. Lo stesso numero 3 crossa dalla trequarti verso il centro, Giuliani esce tentando la presa ma leggendo male la traiettoria del pallone, che lo supera, trovando la testa di Terzoni pronta a mettere dentro a porta sguarnita. Il terzino sinistro si dimostra una spina nel fianco atalantino perché non dà punti di riferimento e sa leggere gli spazi, non disdegnando di entrare dentro il campo, dimostrando di saper padroneggiare bene anche la tecnica col piede debole. L’Atalanta prova a reagire sfruttando i piazzati, ma le zuccate su corner, benché imponenti, risultano imprecise. Al 28′ la migliore azione della Dea: gran circolazione palla in fase di sviluppo, Antonelli dall’ala destra invita al centro Pinton, che da solo a centro area batte al volo di destro: non semplice, quindi alto. La prima frazione finisce sull’1-0 Parma.

Giuliani esce a braccia alzate senza trovare la palla, Terzoni ne approfitta deviando di testa per l’1-0 Parma.
La ripresa si apre con un messaggio dato da mister Salvetti, allenatore dei nerazzurri: Fuori una punta e un esterno, Piazza (attaccante) scala a quarto di centrocampo e in prima linea si piazzano due novità. Insomma, si passa al 4-2-4, per aumentare la pressione sul reparto arretrato avversario. Nemmeno il tempo di prendere le misure che, però, arriva il raddoppio emiliano. Vicini è ancora protagonista sulla sinistra, stavolta fintando il cross sul sinistro per rientrare e attivarlo col destro; la parabola diventa pericolosa per Giuliani che smanaccia sull’esterno evitando guai, che arrivano comunque con l’attacco alla porta di Losi, letale a controbattere in rete di destro. Due minuti dopo Picone in ripartenza ha l’occasione per chiudere i giochi, ma Laurenti, uno dei migliori calciatori visti al torneo, mangia il campo in recupero e lo argina in corner, tenendo vivi i suoi.
Il resto della frazione è un lungo e non fruttuoso tentativo dell’Atalanta di uno spunto per riaprirla. Il sig. Marangolo, dopo 3′ di recupero, dice che può bastare. Può così scattare la festa del Parma, che riesce a difendere il titolo conquistato l’anno scorso, scrivendo nuovamente il suo nome sull’albo d’oro del torneo.
Mister Simone Tartaro raccoglie soddisfatto i complimenti di tutti i colleghi: “La partita è stata stupenda, contro un avversario molto forte e ben allenato, si è decisa un pochino sugli episodi. Voglio fare i complimenti ai miei ragazzi perché sono esemplari per come si allenano, per come hanno affrontato il percorso di questa tre giorni e per come sono stati anche fuori dal campo. Sono fortunato ad allenarli. Queste esperienze fanno crescere i ragazzi nel quotidiano, voglio ringraziare l’organizzazione perché hanno reso questi tre giorni belli per loro, con tutti i servizi che servono per far crescere i ragazzi anche dal punto di vista umano, che poi è la cosa più importante. Cosa ho detto nel cerchio di fine partita ai miei? Ho fatto loro i complimenti, perché due settimane fa in un’altra finale di torneo avevamo fatto una prestazione positiva ma avevamo pagato un po’ di emotività, oggi invece abbiamo saputo gestire quell’emotività, per cui sono contento del passo avanti che abbiamo fatto”.

Esterno sinistro moderno, che sa giocare sulla banda ma anche entrare dentro il campo a produrre gioco. Spinge e attacca dall’inizio alla fine e in fase di non possesso gestisce e limita il miglior giocatore del torneo, Gioele Antonelli. Prestazione super per il laterale sinistro gialloblù Matteo Vicini.
ATALANTA – PARMA 0-2
10′ pt Terzoni; 5′ st Losi
Atalanta (4-4-2): 1 Giuliani; 7 Acca (5′ pt 13 Tommaso Rossi), 6 Laurenti, 15 Capocchiano, 2 Rondelli; 8 Antonelli, 4 Verdelli, 10 Ceribelli (1′ st 3 Rota), 18 Ciapponi (1′ st 9 Nicola Rossi); 11 Piazza, 16 Pinton (1′ st 24 ). A disposizione: 22 Sala, 5 Sant’Ambrogio, 14 Renzi, 17 Abboubi. Allenatore: Salvetti.
Parma (4-3-3): 1 Buzzonetti; 13 Vincenzo, 15 Kone, 4 Meli, 3 Vicini; 14 Giuliatini (17′ pt 16 Conti), 6 Gallo, 8 Viosi (1′ st 10 Taurasi); 11 Losi, 18 Terzoni (11′ st 9 Bettelli), 7 Picone. A disposizione: 12 Camisa, 2 Pattini, 5 Alinovi, 17 Maffi. Allenatore: Tartaro.
MVP: Matteo Vicini (Parma).
Arbitro: Marangolo di Brescia.
Assistenti: Rossi e Guerreschi di Brescia.
Quarto ufficiale: Pasetti di Brescia.
Note: campo in erba naturale. Spettatori: 300 circa. Recupero: 5′ e 3′.
Photo credit: Adriano Incollingo.

