di Francesco Friggi
MILANO – «Il Capitano, c’è solo il Capitano». È questo il coro che più di ogni altro ha accompagnato l’ultimo saluto a Franco Baresi, trasformando il silenzio del dolore in un lungo, commosso abbraccio collettivo. Circa 10mila persone si sono radunate davanti alla Basilica di Sant’Ambrogio fin dalle prime ore del mattino per rendere omaggio a una delle più grandi leggende del calcio italiano e del Milan.
Già intorno alle 9, quasi due ore prima dell’inizio della funzione religiosa, la piazza era già gremita. Famiglie, bambini, anziani, tifosi arrivati da ogni parte d’Italia: generazioni diverse unite dalla stessa riconoscenza nei confronti di un uomo che ha saputo rappresentare i valori dello sport dentro e fuori dal campo. Tra le mani bandiere rossonere, sciarpe e fotografie, mentre sulle spalle di tanti spiccava la storica maglia numero 6. Per i più nostalgici era quasi un dovere indossare la casacca degli anni Novanta, con il nome “Baresi” stampato sulle spalle, simbolo di un’epoca irripetibile, quella degli ‘Invincibili‘.

Con il passare dei minuti sono arrivati anche i protagonisti di quel Milan che ha scritto la storia del calcio mondiale. Il primo a farsi vedere è stato Chicco Evani, seguito dagli ex capitani rossoneri Riccardo Montolivo e Massimo Ambrosini. Un’autentica ovazione ha invece accolto Paolo Maldini, Marco Van Basten, Mauro Tassotti e Pietro Paolo Virdis, accolti da lunghi applausi e da cori spontanei dei tifosi. Grande affetto anche per Clarence Seedorf e Nelson Dida, mentre tanta curiosità ha accompagnato l’arrivo di Christian Pulisic e Santiago Giménez, chiamati ad una stagione di riscatto (in maglia rossonera?).
Momenti di aperta polemica si sono registrati all’arrivo della proprietà e della dirigenza del Milan. Il proprietario Gerry Cardinale e il presidente Paolo Scaroni sono stati accolti da una sonora contestazione da parte di numerosi tifosi presenti all’esterno della basilica. Pochi minuti più tardi è arrivata anche una delegazione dell’Inter, guidata dal presidente Giuseppe Marotta e Piero Ausilio: per loro, invece, applausi sinceri, a testimonianza di come il rispetto per una figura come Franco Baresi sia riuscito ad andare oltre ogni rivalità sportiva.

Poco dopo le 11 è arrivato il momento più intenso della mattinata. Il feretro ha fatto il suo ingresso accompagnato dalle note di You’ll Never Walk Alone, mentre la folla, quasi all’unisono, si è unita in un lungo applauso. La celebrazione, presieduta da monsignor Carlo Faccendini, è stata scandita da raccoglimento, ricordi e parole capaci di raccontare non soltanto il campione, ma soprattutto l’uomo.
Al termine della funzione religiosa, il silenzio ha lasciato nuovamente spazio alla voce dei tifosi. «Sei per sempre Franco Baresi», «Il Capitano c’è solo il Capitano» e il semplice, potente coro «Franco Baresi» si sono alzati verso il cielo in un ultimo saluto carico di emozione. Molti non sono riusciti a trattenere le lacrime, consapevoli di assistere alla fine di un’epoca che ha segnato la storia del calcio mondiale.
Perché quando se ne va un campione come Franco Baresi non perde soltanto il Milan. Perde il calcio, perde lo sport e perde anche una parte di tutti coloro che sono cresciuti sognando davanti ai suoi tackle, alla sua eleganza e a quella maglia numero 6 diventata, questa mattina, eterna.

