Stop al campionato Open. Il Csi impone un weekend di riflessione dopo l'aggressione all'arbitro

Fermi tutti. Il campionato Open del Csi si blocca. Niente festività o intoppi meteo ad interrompere i rimbalzi del pallone e le corse dei calciatori di Serie A e B della provincia, ma un provvedimento emanato dal consiglio territoriale, di concerto con la commissione arbitri del comitato e condiviso con le società durante gli incontri di questi giorni.

I fatti accaduti lo scorso 15 dicembre sul campo di San Polo durante la sfida tra Le Do Sante e Lamarmora, con l’aggressione fisica ad un direttore di gara, sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso, con il Centro Sportivo Italiano che ha deciso di dare un segnale forte all’intero movimento affinché fatti del genere non accadano più.

Da giovedì 17 a martedì 23 gennaio, dunque, i campi a 7 di oratori e centri sportivi resteranno vuoti. Una pausa di riflessione sulla necessità di vivere lo sport con uno spirito rinnovato, nel rispetto degli avversari e degli arbitri, rispolverando un fairplay da tenere sempre vivo, pur accompagnato da un agonismo che è il sale della competizione, ma che deve rimanere nei binari dell’educazione e della convivenza civile. Nel corso di questa stagione, invece, troppe volte dai resoconti dei referti arbitrali sono emerse situazioni che nulla hanno a che vedere con un modello sportivo che deve essere sano, a tutti i costi. In campo e talvolta pure fuori dal rettangolo di gioco sono accaduti fatti inaccettabili, che rappresentano la minoranza in un panorama calcistico che propone centinaia di gare ogni settimana, ma che hanno ovviamente allertato i vertici dell’associazione.

La quindicesima giornata di campionato verrà recuperata successivamente attraverso turni infrasettimanali e a questo gesto simbolico faranno seguito una serie di iniziative volte a prevenire comportamenti scorretti e ad inasprire le pene nei confronti di atteggiamenti antisportivi, irrispettosi e perfino violenti.

In un primo momento il Csi Brescia aveva optato, su proposta del settore arbitrale, per demandare alle società l’onere dell’auto-arbitraggio. Iniziativa forte, che avrebbe costretto le società sportive a comprendere l’importanza del direttore di gara e il suo apporto fondamentale al gioco. Un provvedimento discusso apertamente nel corso di una riunione online accesa e costruttiva, che ha portato il comitato ad optare per un’iniziativa meno drastica ma comunque significativa, che non sarà fine a se stessa. Il Csi, infatti, metterà mano al regolamento con effetti immediati, introducendo nuovamente l’obbligo degli addetti all’arbitro, figure che faranno da collegamento tra squadre e fischietti, da tutelare e valorizzare. Verranno inoltre alzate notevolmente le sanzioni economiche e le durate delle squalifiche, provvedimenti concreti e ritenuti necessari per un’azione deterrente.

Nel comunicato odierno sono arrivati anche i verdetti emanati dal giudice sportivo su Le Do Sante – Lamarmora. La speranza è che quella gara sia l’ultimo capitolo di una storia da archiviare definitivamente, per poi scriverne una nuova a più mani in uno scenario che veda, finalmente, arbitri e calciatori, giudici e dirigenti, allenatori e tifosi allineati nel nome dello sport e del divertimento autentico, dove maleducazione e violenza sono ospiti fuori luogo e sgraditi.

Le dichiarazioni del presidente provinciale Emiliano Scalfi
“Non potevamo lasciare che fosse solamente la giustizia sportiva a fare il suo corso. Ciò che è accaduto richiedeva un intervento deciso da parte del comitato”.

Emiliano Scalfi, presidente provinciale del Csi Brescia, è netto: “Non possiamo più tollerare gesti intimidatori e violenti nei confronti dei direttori di gara o situazioni che nulla hanno a che vedere con lo sport. Eravamo pronti a sostenere la proposta dell’auto-arbitraggio, ma crediamo nel confronto e ritengo che la riunione con le società sia stata preziosa in tal senso. Il messaggio è passato, forte e chiaro, e questo weekend di pausa sarà prezioso. Nelle scorse settimane abbiamo ricevuto anche la solidarietà e la vicinanza degli altri enti di promozione sportiva. Ci ha fatto piacere. Su questi temi dobbiamo essere tutti allineati e contribuire ad una rieducazione del mondo sportivo nell’interesse di ogni associazione, ma soprattutto della società civile”.

Il regolamento diventerà più severo: “Le società stesse ci hanno segnalato che alcune sanzioni sono percepite in modo molto leggero. In alcune situazioni occorrono provvedimenti pesanti, che spingano chi compie certi gesti a riflettere un attimo prima di compierli, oppure ad assumersi le proprie responsabilità una volta che la frittata è fatta. Il calcio non può diventare la valvola di sfogo di frustrazioni di vario genere, il campo non è una zona franca”.

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