Vocazione sociale e obiettivo crescita. Rino Berardi: "La Real Desenzanese cambia marcia"

Un grande sorriso e un’evidente voglia di fare. Rino Berardi, imprenditore nell’ambito delle energie rinnovabili, ci ha accolto in riva al Lago di Garda senza nascondere l’entusiasmo che anima la Real Desenzanese, piccola realtà che punta a crescere senza snaturare quei principi che la animano fin dal primo giorno.

“Per noi questa stagione rappresenta l’inizio di un nuovo corso. Durante l’estate abbiamo lavorato con dedizione alla ristrutturazione e al rinnovamento dell’organigramma societario, perché crediamo che lo sviluppo del club passi dalle persone. Avevamo prelevato la Real Desenzanese circa quattro anni fa per svolgere un’attività focalizzata soprattutto sul sociale, senza porre grande attenzione ai risultati sportivi, ma basando i nostri sforzi soprattutto sul dare ai ragazzini dei ceti sociali meno abbienti la possibilità di giocare”.

Quote annuali simboliche, kit regalati alle famiglie in difficoltà economiche e la politica dei piccoli passi, con qualche inevitabile difficoltà organizzativa e gestionale. “I risultati non ci hanno premiati, ma sono arrivate grandi gratificazioni a livello umano. Ora vogliamo alzare l’asticella, facendo sempre del sociale la nostra priorità, ma puntando anche ad accrescere la nostra organizzazione e competitività”.

Il calciomercato desenzanese, infatti, si è basato soprattutto su quelle figure decisive dietro le quinte. “Abbiamo rafforzato la segreteria con Alessia Bariselli, che è reduce da esperienze importanti nel ruolo. Il nuovo direttore sportivo Aldo Catapano arriva dalla Promozione e sta facendo un lavoro importante. Un discorso simile vale per il mister della prima squadra, Luca Poli. Poi ci sono Giancarlo Giovinazzo che si occupa dell’area amministrativa e il presidente onorario Antonio Modena, un’istituzione a Desenzano così come Giorgio Fadenti, un vero e proprio punto di riferimento in paese nell’ambito sociale. Ci siamo circondati di figure di qualità, animate da una grande passione e dalla convinzione nella bontà del progetto. Faranno la differenza”.

Berardi inquadra così la Real Desenzanese di oggi. “La prima squadra punta a disputare un campionato di Terza Categoria da protagonista, cullando il sogno play-off. È un bel gruppo, con giocatori provenienti da categorie superiori e che fa dello spirito di integrazione il suo valore aggiunto avendo tanti calciatori di origini straniere. C’è anche una formazione amatoriale di calcio a 7 nel campionato Csi, una squadra di calcio a 5 femminile e un settore giovanile che sboccerà partendo dall’attività di base, con scuola calcio, pulcini ed esordienti sulle quali semineremo per costruire l’area agonistica del futuro”.

La casa della Real Desenzanese è l’impianto sportivo di Monte Croce. “Abbiamo rifatto il campo a 11 e quello a 9 in erba. Gli impianti sono di proprietà dell’ospedale, ma in concessione per 5 anni”.

Davanti, dunque, c’è un lustro nel corso del quale costruire anche relazioni e alleanze. “Sarà fondamentale e ci stiamo lavorando. Desenzano Calcio? Per il momento non c’è collaborazione con loro, ma nemmeno rivalità. Siamo due realtà molto lontane per dimensioni e ambizioni, sia in prima squadra sia nel vivaio. Avevamo offerto la nostra disponibilità ad accogliere i bambini che, magari, lì hanno meno spazio, ma ad oggi non sembrano esserci prospettive. Loro gravitano alle porte del professionismo, ma credo che per i residenti desenzanesi sia necessario avere una possibilità di scelta. Ecco qual è la nostra missione. Portare varietà e ricchezza calcistica, alla portata di tutti”.

Per Berardi la prospettiva di un grande club del Garda che unisca un potenziale immenso attualmente spezzettato è utopia. “C’è una mentalità ancora provinciale da queste parti, un po’ chiusa e legata al proprio comune di riferimento. Non c’è quella visione alla tedesca dell’unione fa la forza, si ragiona per campanili e orticelli, le realtà aggregate fanno fatica. Non vedo possibile uno scenario che miri alla costruzione di una grande squadra gardesana”.

Sugli obiettivi della Real Desenzanese idee chiare: “A medio termine vorrei una squadra in ogni categoria giovanile, un bacino di circa 200 ragazzi e una prima squadra che possa salire di livello. Non solo: puntiamo a sviluppare una squadra di calcio femminile a 11 e a portare avanti il calcio amatoriale, che per noi è importante. Puntiamo a crescere e vogliamo essere presi in considerazione almeno a livello provinciale”.

La vocazione sportiva del presidente affonda le radici nel calcio dilettantistico. “Ho una visione lontana da ciò che è ormai diventato il modello professionistico attuale, che è puro business. Un tempo c’erano i presidenti che, per passione, investivano per avere risultati e vincere trofei. Berlusconi, Moratti, Agnelli, Viola. Spendevano e puntavano alla gloria. Oggi è diverso, ci sono altri meccanismi basati su grossi fondi di investimento e con obiettivi più economici che sportivi. Anche le figure dei procuratori hanno acquisito un potere spropositato. Per fortuna il nostro ambito non è così”.

In chiusura di intervista Berardi descrive così la filosofia della Real Desenzanese e lancia un appello alle famiglie del territorio: “Consiglierei di venire qui perché ci sono persone che sanno trasmettere principi importanti e validi per la vita. Non pensiamo solo all’ambito tecnico, ma anche a quello umano. Spirito di gruppo, aiuto reciproco, sportività, lealtà, amicizia sono principi che teniamo molto in considerazione. Di calciatori ne sbocceranno pochi, ma puntiamo a contribuire all’educazione di tutti. Abbiamo allenatori preparati, di qualità e un centro sportivo bellissimo, in mezzo alla natura e dove si respira aria buona. Ho vissuto a Brescia fino al 1998, poi mi sono trasferito qui e posso garantire che la qualità della vita è nettamente superiore”.

Bruno Forza

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