Andrea Antonini a FOCUS CBS: “Quanti ricordi da giocatore. Nel mio presente c’è il padel, ma nel futuro l’allenatore”

Andrea Antonini, allenatore e organizzatore dell’Italy Padel Tour, è stato ospite della decima puntata di FOCUS CBS.

Inizia con il sorriso l’intervista di Andrea Antonini, un grande numero 10 tra i dilettanti e attualmente imprenditore e giocatore di padel, prima scherzando con l’amico e compagno di squadra Fabio Bacchiocchi e poi sorridendo al video messaggio di Thomas Locatelli, trequartista di gran classe che ha vestito le maglie di Atalanta, Milan, Udinese e Bologna. Appesi gli scarpini al chiodo, Antonini ha scelto di dedicarsi al padel: “Sono entrato nel mondo del padel grazie a un altro numero 10, Stefano Bertolini, che un giorno mi ha portato a giocare a padel. Successivamente ho iniziato a lavorare al centro padel di Gussago e da quel momento ho avuto delle idee per creare dei campionati. Abbiamo provato per un paio di anni, poi è arrivato Bobo (Christian Vieri) e abbiamo creato la società “Italy Padel Tour” e ora stiamo creando un evento importante. “Sto avendo la fortuna di conoscere grandi numeri 10 come Seedorf e Totti. Del Piero diceva – ricorda Antonini – che il 10 non è un numero di maglia, ma è una categoria a parte, è il giocatore che tutti guardano perché gli altri non sanno fare le cose che fa lui, e penso che sia vero. Spesso si dice che il numero 10 è il più discontinuo perché deve sempre fare il lancio millimetrico o la giocata, mentre gli altri giocatori possono fare anche giovare da 6 e fare il “passaggino”. Dal numero 10 tutti si aspettano che risolva la partita ogni volta, ma non può sempre fare la differenza”.

Secondo Antonini, i numeri 10 si dividono in due categorie: “Esistono i giocatori dipendenti, quelli che non hanno tanto dribbling e quelli, invece, che gli avversari li scartavano tutti. Per come ero fatto io, avevo bisogno della bella palla del centrocampista e del movimento dell’attaccante in profondità altrimenti era come giocare con un uomo in meno perché credo di non aver mai dribblato nemmeno in allenamento. Ci sono invece dei numeri 10 che prendono palla e dribblano tutti e possono vincere la partita anche da soli. Moltissimi numeri 10, quelli veri, erano lenti e senza senza il gioco corale non potevano vincerla da soli. Mi ricordo per esempio i il più sottovalutato di tutti, Domenico Morfeo che ha fatto cose incredibili cose che neanche Totti, Pirlo o Del Piero facevano. Alla fine quando vai allo stadio il biglietto lo acquisti per andare a vedere un po’ il numero 9, ma soprattutto il numero 10”.

L’intervista prosegue con il sorriso e lo scambio di stima reciproca fra Andrea Antonini e l’amico Fabio Bacchiocchi: “La persona che più di tutte mi ha insegnato a stare in uno spogliatoio è Fabio, anche se una volta dopo un gol incredibile mi diede come voto in pagella 1 – ride Antonini”.

Fabio Antonini ricorda poi le esperienze in Serie D, le selezioni del reality calcistico “Campioni – Il Sogno” e quando fu mandato a giocare Prima Categoria dove segnò 14 reti in una stagione o il ritardo di un’ora al primo giorno di ritiro perché non suonò la sveglia.

Antonini si collega alle parole di Fabio Bacchiocchi e ricorda anche lui lo staff e i dirigenti del Castegnato composto, tra i tanti, da persone come Oscar Calabria ed il Direttore Sportivo Livio Scaramella: “All’epoca lo staff era al massimo, non mancava nulla e avevamo tutto a disposizione”.

Infine, Andrea Antonini, ha raccontato della sua esperienza di allenatore nel settore giovanile: “Non mi manca molto non fare più l’allenatore. Ho scelto anche perché facendo molti eventi il sabato e la domenica non potevo prendere impegni. Come Fabio (Bacchiocchi) sono sempre stato un allenatore in campo per come rompevo le scatole ai compagni. Non mi divertivo più giocando, non ho la pazienza e la dedizione al lavoro di Fabio, la Real Dor mi diede la possibilità di allenare la juniores e così inizia quel percorso. Avevo in squadra alcuni ragazzi molto bravi tecnicamente e li allenavo come piaceva a me, sempre con la palla a terra e con la giocata al trequartista. Ho fatto anche qualche panchina in Promozione con il Real Dor. Al momento mi dedico al padel anche se nel mio futuro immagino che ci sarà un percorso da allenatore”.

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