25° Torneo Internazionale di Gavardo - La parola a sindaco, presidente e mister gavardesi

Domani, venerdì 18 aprile, è attesa la prima giornata di gare del torneo che da anni colora la Pasqua del grande calcio giovanile provinciale: il Torneo Internazionale del Garda e della Valle Sabbia – Città di Gavardo.

Al “Karol Wojtyla” di Gavardo arriveranno 16 squadre da 4 nazioni, circa 300 giocatori delle categorie Esordienti di società professionistiche (i padroni di casa, presenti con la formazione di Giovanissimi B, sono la naturale eccezione) che lotteranno per salire sul trono occupato dalla campionessa uscente Inter, regolarmente in campo per difendere il titolo. L’edizione 2025 sarà speciale perché coincide con due ricorrenze importanti, i 25 anni di anniversario della manifestazione e i 100 anni dell’AC Gavardo.

Insomma, da domani a domenica ci aspetta un fine settimana di grande calcio giovanile. Per prepararsi al meglio all’evento, tre dei riferimenti dell’ambiente Gavardo hanno preso parola per presentare una tre giorni tutt’altro che comune.

 

[La presentazione del torneoIl sito di riferimento]

 

 

Davide Comaglio – Sindaco di Gavardo

“Il paese è in fermento, c’è grande emozione e grande orgoglio nell’ospitare un torneo che con impegno è ben organizzato da 25 anni dall’AC Gavardo ed è una vetrina per la nostra città. Da sempre l’organizzazione fa le cose in maniera esemplare. Oltre a quello agonistico e sociale, mi piace particolarmente il taglio solidale dell’evento, dare parte del ricavato a chi fa tanto per i più fragili. Gli spalti di Gavardo sono sempre stati pieni, i gavardesi hanno sempre risposto e anche quest’anno non faranno mancare il proprio supporto. Anche all’AC Gavardo e ai suoi volontari”.

“Disputandosi il torneo nel fine settimana di Pasqua, il sindaco è fortunatamente meno impegnato, quindi sì, come ogni anno parteciperò. È uno spettacolo vedere questi ragazzi vivere l’esperienza e giocare per inseguire un trofeo così prestigioso, che chiama non solo tra le migliori selezioni nazionali, ma anche realtà importanti estere”.

“Il centro sportivo di Gavardo è importante, data la presenza di due campi da calcio a undici, una pista di atletica, un palazzetto dello sport e un palatenda. Da quattro anni l’abbiamo affidato all’AC Gavardo, perché siamo convinti che chi fa attività in un centro che è di sua responsabilità ha ancora maggior cura. Il centro è pulito, ordinato, c’è estrema fiducia in chi ci lavora, che con impegno rende un prezioso servizio alla comunità”.

 

 

Piergiorgio Tonoli – Presidente AC Gavardo

“Lo stop dei due anni del Covid ha creato la coincidenza: 25 anni del torneo corrispondono ai 100 dell’AC Gavardo. Un bel traguardo per una delle società più anziane del territorio, abbiamo tanta storia. Anche per festeggiare al meglio le ricorrenze abbiamo lavorato tantissimo, pur senza avere grandi disponibilità economiche. Come dico sempre, ogni anno si riparte sempre da zero”.

“Il nostro motto è sempre quello: non viviamo nell’oro, quel poco che abbiamo lo investiamo nel settore giovanile. Chi dice che faccio una prima squadra di giovani per risparmiare non sa che i soldi li metto sotto, nel vivaio. E per noi è un motivo di orgoglio avere una Seconda Categoria con il 70-80% di ragazzi cresciuti in casa”.

“Non facciamo fatica a portare squadre a Gavardo, anzi, il difficile è dire di no a quelle che rimangono escluse, quest’anno ad esempio è successo con la Fiorentina. Potremmo anche alzare il numero a 20, anche a 24, ma logisticamente non possiamo averne più di 16, per tempi e posti negli spogliatoi. Per arrivare ai club stranieri abbiamo agganci all’estero, ex giocatori che si muovono e che ci aiutano a portarle. Siamo stati vicini al Feyenoord, è saltata ma spero di averli l’anno prossimo. Squadre olandesi, inglesi e tedesche alzano il livello”.

“Dal mio Gavardo mi aspetto che vendano cara la pelle. Ho sempre avuto il vizio, prima della prima partita del torneo, di entrare nello spogliatoio a salutare i ragazzi, trovandomi più emozionato io di loro, anche perché questo è il culmine di un lavoro di mesi. Sappiamo che vincere il torneo è impensabile, ma l’idea che trasmetto è che ogni avversario debba far fatica a vincere. Tecnicamente abbiamo delle difficoltà rispetto alle rivali, ma so che i miei si impegneranno fino in fondo. Sarà comunque la loro Champions League, incontreranno ragazzini che un domani potrebbero essere famosi. Loro potranno dire di averli affrontati sul campo”.

“Anche questa edizione punta molto sull’aspetto solidale. Parte del ricavato è devoluto all’Associazione Fratelli X Sport, che fa atletica leggera con ragazzi disabili; venerdì e sabato c’è poi il torneo collaterale, con sede a Paitone, dedicato a 2014 e 2015 e a favore dell’Associazione Fallo col Cuore; anche per loro è un piccolo anniversario importante, perché si tratta della quinta edizione. Sono una realtà relativamente piccola, nata dal dolore di due genitori che hanno perso i propri bambini e che con il proprio impegno mandano un messaggio molto forte. Si dice che le società non debbano essere delle onlus, in parte è vero, ma io credo che sia fondamentale fare sempre qualcosa per il sociale”.

 

 

Alberto Filippini – Allenatore Gavardo Giovanissimi Under 14

“I ragazzi stanno vivendo le emozioni dell’attesa. Un po’ di giusto timore, perché sanno di affrontare le professionistiche. L’anno in più ci può aiutare, magari per fare bene come due anni fa”.

“Ho consigliato ai ragazzi di assaporare l’esperienza, il torneo stesso, l’affrontare squadre così forti, lo spogliatoio, il pubblico. Ho detto loro: ‘Godetevela, con educazione'”.

“Noi siamo in 23 in rosa, tutti 2011 e un 2012, purtroppo qualcuno farà solo un’apparizione, dovremo mettere giù una formazione che sappia lottare con grande grinta”.

“Abbiamo incontrato il Brescia in amichevole, c’è un po’ di divario, dovremo combattere, sperando che l’emozione non blocchi i ragazzi, ma che si traduca in adrenalina”.

“Abbiamo vissuto alcune difficoltà durante la stagione, ma nel girone di ritorno del campionato ci siamo risollevati, abbiamo già 9 punti in più dell’andata e mancano due partite. La nostra categoria è delicata, la prima dell’agonistica”.

“Da allenatore è il sesto torneo, l’ho visto crescere. L’evento fa da vetrina all’AC Gavardo, puntiamo sempre in alto negli inviti alle squadre, che attraggono pubblico. La città ed il centro sportivo devono approfittarne. Una volta era a 12, farlo a 16 cambia, serve maggior organizzazione. Per questo c’è solo da complimentarsi con staff e volontari, anche perché una parte del ricavato come sempre va in beneficenza all’Associazione Fratelli X Sport di Gavardo. Noi mister guardiamo alla competitività, ma c’è altro. Tra cui la storia della nostra realtà, che festeggia i 100 anni di vita e i 25 anni del torneo”.

 

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