Addio presidente – Zambelli, il suo ultimo capitano: “Pensavo fosse invincibile. L’hanno lasciato solo”. E la famiglia rifiuta i funerali in città

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E’ stato il suo ultimo capitano. “Orgoglioso di esserlo stato”. Marco Zambelli, che ieri in serata ha pubblicato una lunga lettera anche sul proprio profilo social, ha affidato ai quotidiani locali il proprio grazie a Gino Corioni. Non senza togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

E’ stato un fulmine a ciel sereno. Ne ha passate talmente tante che pensavo fosse immortale e invincibile. L’avevo sentito tre settimane fa, ci eravamo ripromessi di vederci a Pasqua durante la pausa per le nazionali: doveva conoscere mio figlio Enea. Per me è stato un padre, un nonno, sono stato il suo ultimo capitano e lo dico con grande orgoglio. Gli dissi che avrei cambiato aria perchè era giusto chiudere la mia carriera a Brescia dopo il capolinea della sua gestione“.

Cambia guida anche il Real Castenedolo: da Sandri si passa a Conforti, che torna in pista

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La sconfitta casalinga con il fanalino di coda Rovizza non è stata digerita dal Real Castenedolo (Seconda Categoria girone D), che ha deciso ieri di cambiare guida tecnica. Dalla prossima giornata, a Soncino, non ci sarà più Enzo Sandri in panchina. Al suo posto torna ad allenare Felice Conforti, decano dei tecnici bresciani, che rileva una squadra al momento quartultima e salva ma senza vittorie dal lontano 29 novembre (2-0 in casa all’Atletico Dello). I punti in classifica sono 20.

Rappresentativa Serie D: ufficiale, a Viareggio va anche Ruggero Rusconi (Ciliverghe)

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Aveva sempre risposto alle ultime convocazione e pareva a tutti il miglior indizio per credere in una sua convocazione prestigiosa al Torneo di Viareggio. Oggi è arrivata la conferma. Ruggero Rusconi, classe 97 del Ciliverghe, cresciuto sempre in provincia con il Montichiari, è nella lista dei prescelti di Augusto Gentilini, il tecnico che a Brescia è noto per aver giocato nelle rondinelle per poi esserne anche vice allenatore nel 2008-09 con Nedo Sonetti.

Addio Presidente – L’affetto incondizionato scorre sui social, tutti ricordano Corioni

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Non possiamo ricordare tutti i giocatori (bravi e meno bravi), gli allenatori (maestri e meteore) e comunque i tantissimi che hanno fatto parte della famiglia del Brescia Calcio, fuori e dentro lo stadio Mario Rigamonti, per quasi un quarto di secolo.

Perché tanto (ventidue anni per la precisione) è durata la presidenza di Luigi Corioni. Per tutti semplicemente Gino. Due sillabe che subito facevano sentire l’aria delle Rondinelle anche a chi non è mai stato appassionato del Brescia o nemmeno di calcio. Bastava nominarlo per sapere che si stava parlando di quei ragazzi che di mestiere giocavano al pallone, vestendo orgogliosi l’inconfondibile maglietta blu con la V bianca.

Caso Calcinato-Navecortine, ci scrive Gigi Nember: “Partita falsata, ora basta. Non posso sopportare in silenzio che gli arbitri facciano danni ogni domenica”

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In merito ai fatti avvenuti in Calcinato-Navecortine, di cui abbiamo scritto ieri (leggi qui) e in merito ai quali si è aperto poi un dibattito anche sulla nostra pagina Facebook, riceviamo e pubblichiamo la lettera inviataci oggi da Pierluigi Nember, allenatore del Navecortine.

Di seguito il testo:

Addio Presidente – Il commosso silenzio di Maifredi, la lucida testimonianza di Hübner: “Entrambi schietti, ci siamo sempre rispettati, anche negli scontri”

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Non aveva il tocco di palla di Guardiola, non l’eleganza di Baggio, né il genio di Hagi o il “dna bresà” dei Filippini, ma nemmeno il destino scritto di Toni. Eppure per i bresciani Dario Hübner è stato amato almeno al loro pari, per il suo stile ruvido ed umile, per il suo viso che non nascondeva secondi fini, per quel misterioso talento nel buttarla dentro. Capocannoniere nelle prime tre serie italiane: come lui solo un altro zingaro della provincia come Protti. Igor e Tatanka, richiami vichinghi ed indios per giocatori dallo spirito indigeno, verace. Ma anche i bisonti, dentro alla loro stazza imponente e in fondo a quegli occhi imperscrutabili, hanno un cuore che sa onorare chi è stato, per tanti anni, un apprezzato capo branco.

Addio Presidente – Le parole di Roberto Baggio: “Un giorno triste, ma organizzerà una squadra anche in Paradiso”

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Roberto Baggio ha giocato con le maglie delle tre squadre italiane più amate: Juventus, Milan e Inter. Eppure, il presidente che tutti associano alla sua figura è stato e sarà sempre Gino Corioni. Tra i due si era creato un legame speciale, umano prima che sportivo. La notizia della sua morte ha toccato molto anche il Divin Codino, che ha diffuso una nota condivisa insieme al procuratore Vittorio Petrone.

Gino Corioni ci ha lasciati. E’ stato presidente del Brescia per 23 anni, ne avrebbe compiuti 79 a giugno. Giovedì i funerali alle 15.30 a Ospitaletto

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Amato, odiato, discusso. Stanotte purtroppo ci ha lasciato, dopo lunga malattia. Anche se di battaglie, sul campo e nella vita, ne aveva vinte tante. Questa volta si è arreso. Gino Corioni si è spento nella notte, agli Spedali Civili di Brescia, a 78 anni. Ne avrebbe compiuti 79 il 9 giugno, dal 1992 al 2015 è stato il presidente del Brescia. Il calcio era la sua grande passione, il motore della sua vita.

Borgosatollo, si dimette Medeghini. Cercasi allenatore per una salvezza che avrebbe del miracolo

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Stefano Medeghini non è più l’allenatore del Borgosatollo, si è dimesso ieri. La sua ultima partita è stata quella di domenica a Gussago dove è arrivata la sconfitta per 1-0, l’ottava in 13 partite sotto la sua gestione. Nessuna vittoria, 5 pareggi e una situazione di classifica drammatica: il ‘Borgo’ ha una gara in meno, ma è a 9 punti dal penultimo posto della Bagnolese e a 18 dal quintultimo posto. Serve recuperare 9 punti su due squadre, quindi, per approdare almeno agli spareggi nel girone G di Prima Categoria.

Addio Presidente – Il ricordo dei gemelli Filippini: “Per noi è stato un secondo padre”

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Riconoscenza, affetto, dolore. Il tifoso bresciano che ha esultato per le magie dei grandi campioni che hanno vestito la maglia con la V sul petto a cavallo del 2000 sta rimbalzando tra questi sentimenti in una giornata di lutto per tutto l’ambiente Brescia. Se n’è andato il presidente e con lui, almeno per un giorno, se ne vanno tutte le polemiche e le discussioni sulla sua gestione che si sono succedute nel corso degli oltre vent’anni trascorsi a capo della società biancoazzurra. La ferita è fresca e, per alcuni, è più profonda. Tra questi, i gemelli Fillippini.