Torneo di Gavardo: i locali sognano, Vicenza battuto 1-0

Ci sono le bandiere, i fumogeni, l’incitamento appassionato dei genitori, degli amici e di tutta la comunità. C’era grande attesa, c’erano le farfalle nello stomaco di giocatori e staff. Ma c’è stato anche molto altro. L’esordio vincente dei padroni di casa nel loro torneo significa principalmente una cosa: il Gavardo ha valori tecnici ed umani all’altezza di una manifestazione internazionale. Il ruolo di cenerentola non gli si addice. Se c’è da coltivare un sogno, questo è il momento giusto.

L’1-0 al Vicenza nella prima partita del girone D del Torneo Internazionale del Garda e della Vallesabbia è epilogo di una partita giocata alla pari dall’Under 14 sperimentale provinciale di mister Filippini contro una delle migliori selezioni di 2010 del Veneto. Chiaro, l’anno in più sulla carta d’identità – che si nota soprattutto in capo e coda all’undici titolare: la struttura fisica del centrale di difesa, capitan Bisotti, e l’esplosività atletica della punta, Mabellini – è utile a limare il divario. Di certo però non basta, anche perché di 2010 li ha anche il Gavardo, non solo in panchina.

Fin dai primi minuti i gialloneri mettono in campo un atteggiamento gagliardo, essenziale, pulito. Il Vicenza vuole giocare palla sempre e comunque, grazie alla tecnica dei suoi giocatori e alla filosofia passata dai propri tecnici. Al 10′ del primo tempo l’azione che deciderà l’incontro: Ronchi riceve sull’out di destra, vede il taglio di Mabellini e imbuca sulla corsa; il numero 9 controlla a seguire, sembra allungarsi la palla ma con la punta del piede, in stirata, riesce ad anticipare il portiere in uscita. La sfera rotola lemme lemme nel sacco. Esplode la gioia. 5′ dopo Ronchi colpisce la base del palo inzuccando un calcio d’angolo. All’intervallo ci si crede fortemente.

La retroguardia gavardese controlla senza andare mai davvero in ansia, anche se la rapidità di Martini e Tartaglia genera diversi grattacapi sulle corsie esterne. Nel secondo tempo le occasioni per il 2-0 superano di gran lunga quelle per l’1-1. Bisotti e Mabellini sono ancora gli indiziati numero uno: il primo sfiora il gol sugli sviluppi di due corner, il secondo rischia di segnare il gol del torneo, alla Weah, saltando tutta Vicenza ma allargando troppo il destro davanti all’estremo difensore. Basterà quello del primo tempo per prendersi i primi 3 meritati punti della loro avventura.

Nell’altro match del girone, giocato in contemporanea, la Lazio supera 1-0 il Nizza e si propone come principale contendente al primo posto.

 

POST PARTITA

Gli occhi lucidi per la felicità. Basta guardare in viso mister Alberto Filippini per capire l’orgoglio provato a vedere i suoi cogliere la meritata vittoria all’esordio: “Il mio sorriso dice tutto. E’ stato fantastico, anche se poco credibile forse. Io alla vigilia ci speravo, credevo di poterli mettere in difficoltà, non mi aspettavo questo risultato. Non siamo stati dominati, abbiamo giocato a calcio, abbiamo combattuto, ci sono state un paio di occasioni per chiuderla anche prima. Adesso quella che era una speranza, quella di passare il turno, può diventare magari una piccola realtà”.

Alberto Stefani, allenatore del Vicenza, riflette sulla prima uscita dei suoi: “Noi giochiamo a nove, loro sono abituati a gestire un campo a undici, si è vista la differenza, ma sono contento di come hanno interpretato la gara i miei ragazzi. Siamo arrivati per capire come siamo rispetto alle altre squadre, poi chi gioca a calcio parte sempre con l’idea di poter vincere le partite. Quindi ora pensiamo alle prossime due. Bel torneo, buona organizzazione, pensiamo a divertirci”.

 

MVP

Non solo il match winner, l’autore del gol che segna un indimenticabile successo della provinciale contro la professionista. Quella di Adà Mabellini è una prestazione a 360 gradi: pericoloso ogni volta che parte in progressione, fa valere le sue doti atletiche debordanti per tirarsi dietro uno o due avversari alla volta. Il gol è da centravanti vero: attacco dello spazio, puntata da giocatore di futsal. Ma il suo apporto lo garantisce anche in fase di non possesso e, cosa non indifferente, assicurando un riferimento utile a tutti i compagni di squadra. Basta una palla indirizzata per azionarlo, basta alzare la testa per trovare il suo appoggio.

Oltre a tutto ciò, ci sono le emozioni. Quelle provate per tutta la partita, in particolare al minuto 9’45” del primo tempo, quando il suo tocco termina la sua corsa in rete: “Prima della gara la pressione e l’ansia erano forti, il mio gol è servito a scrollarsi di dosso tutta la paura e giocare il miglior calcio. L’1-0 è stato merito di tutta la squadra, non solo mio. Ora è obbligatorio ripetere la prestazione. Il sogno di vincere il torneo esiste… chissà, a volte i sogni diventano realtà”.

 

GAVARDO – VICENZA 1-0
Pt 10′ Mabellini

Gavardo (4-2-3-1): Tebaldini; Volpi, Ionita, Bisotti, Marchesi; Blotski, Pietro Neboli (20′ st Andrea Neboli); Ronchi (8′ st Donini), Pascoal, Rosu; Mabellini. A disposizione: Gosetti, Benuzzi, Bonzi, Sene, Pasini, Giannetta, Lopeboselli. Allenatore: Filippini.

Vicenza (4-4-2): Perin; Bonetto (1′ st Botter), Morittu, Perinon, Baggio; Martini (11′ Miron), Bertuzzo, Tirapelle (1′ st Luretti), Tartaglia; Pettinà (1′ st Zurma), Gamberini (6′ st Bigi). A disposizione: Luise, Cattani. Allenatore: Stefani.

Arbitro: Lorenzo De Rose di Brescia.

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