Giovanna Castelli: "Regnava il silenzio attorno ai bambini abbandonati. Siamo nati per quello, creando il modello Dharma"

“Il progetto è nato nel lontano 2011. Lavorando al nido dell’Ospedale Civile sono rimasta molto colpita dal silenzio che regnava attorno ai bambini abbandonati. Bambini ‘invisibili’, per i quali nessuna figura genitoriale era presente. L’idea è sbocciata lì, con lo scopo di garantire loro accoglienza e amorevoli cure. Tanti ci chiedono perché abbiamo scelto questo nome. Dharma è una parola di origine sanscrita che rappresenta quell’insieme di principi infallibili ed eterni che regolano il mondo naturale e morale, il creato e tutte le creature. Dharma si può riassumere in tre parole: ordine, armonia e unione”.

Giovanna Castelli ci racconta così gli albori de I Bambini Dharma, una delle cinque realtà benefiche sostenute dalla Coppa Meraviglia“I nostri volontari, in seguito ad un opportuno e specifico percorso di formazione, diventano “zii” e “zie” amorevoli per i piccoli, occupandosi di loro nel rispetto dell’ambiente istituzionale che li accoglie e della loro privacy. Ogni volontario e volontaria segue il proprio approccio affettivo, il proprio istinto genitoriale, sempre nel rispetto delle regole apprese durante la formazione e delle indicazioni del reparto ospedaliero. Hanno un unico obiettivo: donare ai bambini tutto l’amore, il sostegno e le coccole che possono”.

Un’azione benefica che si è evoluta in progetti concreti: “Il progetto ‘La valigia’ garantisce in dono ad ogni bambino un contenitore di esperienze e di emozioni, acquisite sin dal primo momento in cui ogni piccola anima decide di prendere forma in un grembo. La valigia, nel nostro sentire, è un modo simbolico per rappresentare l’inizio del viaggio. Conterrà i suoi vestiti, i suoi giocattoli e tutto l’amore che ha ricevuto fin dal primo giorno in cui è venuto al mondo. Questo, in un’ottica di inserimento in una nuova famiglia, sarà uno strumento che i genitori potranno utilizzare per raccontargli la sua storia. Con il progetto ‘Il guscio’, invece, acquistiamo i materiali necessari, da destinare ai bambini di cui ci occupiamo, come farebbero dei genitori amorevoli. Nel corso degli anni abbiamo donato agli ospedali che seguiamo giocattoli, cuscini, abbigliamento, computer, elettrodomestici, poltrone per le coccole, navette, passeggini, seggioloni, ma anche un ecografo. L’intervento più importante ha riguardato 36 culle per il rooming-in, consentendo alle mamme di dormire con i loro piccoli fin dai primi giorni di vita”.

Non finisce qui. “Il progetto ‘Nuove Impronte’ garantisce ai piccoli ricoverati, in via di guarigione, anche un sostegno materiale, oltre che morale. In alcuni casi, su richiesta degli ospedali in cui è attiva I Bambini Dharma, i bimbi vengono accolti per un breve periodo dalle famiglie della nostra organizzazione, appositamente formate in precedenza, prendendosi cura di loro. Un Bambino Dharma arriva in ospedale a piccoli passi, bisognoso di cure e di aiuto, ma ne esce con passi pieni di amore e di speranza”.

Si è fatto davvero tanto, ma i sogni non mancano all’interno dell’associazione I Bambini Dharma: Puntiamo alla costruzione della ‘bussola magica’, un luogo protetto e accogliente come una casa e una famiglia. Grazie alla donazione di una villa nel Comune di Rovato e alla generosità di una famiglia, I Bambini Dharma ha in progetto di ristrutturare questa bellissima casa per trasformarla in una comunità educativa e di prima accoglienza in cui ospitare neonati non riconosciuti alla nascita, lasciati in ospedale, bambini abbandonati per diverse ragioni, fra le quali la presenza di patologie gravi o rare, minori allontanati dalla famiglia di origine. Il progetto potrà partire solo grazie alla raccolta di fondi per ristrutturare la villa, che oggi non è ancora nelle condizioni di accogliere questi bambini”.

In molti, nel frattempo, si sono accorti della bontà dell’operato de I Bambini Dharma: “Abbiamo ricevuto moltissime richieste di esportare il “modello Dharma” in altre città. Ci chiedono informazioni, consigli, linee guida. Questo ci gratifica molto e ci rende fieri di quello che abbiamo creato in questi anni. Creare davvero un modello esportabile significherebbe aiutare sempre più bambini. Ci stiamo lavorando. Il sogno di replicare I Bambini Dharma richiede grande impegno, ma sappiamo che ci sono molti gruppi ospedalieri sparsi per l’Italia che, come noi, sanno intercettare i bisogni di bambini e genitori in difficoltà e farebbero di tutto per aiutarli. I bambini sono il nostro futuro, dobbiamo fare di tutto per non lasciarli soli e senza amore”.

Anche questa sera il gazebo viola de I Bambini Dharma sarà presente all’oratorio di Casazza in occasione delle finali di Coppa Meraviglia. “Lo sport è un valore inestimabile per l’uomo, qualunque esso sia. In esso si uniscono aspetti fondamentali per la salute e il benessere. L’essere umano ha bisogno di muoversi, giocare, relazionarsi e sfidarsi. Il calcio, come ho letto in questi giorni su CalcioBresciano, è uno straordinario generatore di relazioni e amicizie. Ci piace tantissimo il nome di Coppa Meraviglia, perché ci porta al mondo dei bambini e ai loro occhi pieni di gioia e luminosità. Il nostro assetto interiore ha bisogno di questo sentimento come una pianta ha bisogno di acqua. Modugno ha immortalato la magia di questo superpotere in una canzone tra le più belle del panorama italiano. Guardare il mondo con meraviglia vuol dire nutrire il nostro bambino interiore motore del sentire con gli occhi del cuore, dove gioco, passione e relazione si intrecciano con un vivere sano e gioioso, nutrimento e terreno per una società più giusta e amorevole”.

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