Da Fornaci a Roma per chiudere un cerchio giallorosso. Depor, che emozioni!

di Bruno Forza

C’è un filo invisibile che collega Fornaci, quartiere di Brescia, a Roma. Un filo che ha generato corrispondenze e storie incredibili e che è ormai indissolubile.

Da un capo c’è un filo annodato molto tempo fa dal nonno dell’attuale vicepresidente del Deportivo Fornaci, Andrea Baronio: “Ai tempi del servizio militare conobbe Giacomo Losi, l’ottavo re di Roma, che era di Soncino. Si trovava in una trattoria a due passi dalla stazione ferroviaria insieme alla squadra e, sentendo l’accento inconfondibile, chiese al nonno: ‘Sét de Brèsa?’ Il nonno finì a pranzare al tavolo dei giallorossi, una cosa impensabile al giorno d’oggi. Da allora divenne tifoso romanista”. 

L’estate scorsa la società bresciana decise di ricollegarsi a quella storia e la sua seconda maglia divenne un omaggio alla squadra della capitale: stessi colori, stessa anima “maggica”. La notizia circola sui social e sui media locali e viene notata da una figura chiave che collega due mondi. “Sembra un caso – racconta Baronio –, ma io sono convinto che sia un segno del destino. La mia fede mi dice che il nonno Mario Cuel e Giacomo Losi intercedono per noi. È accaduto che un ragazzo di Borgosatollo, collaboratore di un’azienda in cui lavora un nostro giocatore, gli dice: Sai che conosco un Losi di Roma?”.

Le connessioni si attivano. Quel Losi, ex compagno di università, è il nipote di Giacomo Losi. “Ci siamo sentiti e conosciuti, così abbiamo organizzato un viaggio a Roma con la squadra. Abbiamo consegnato la nostra numero 5 giallorossa alla famiglia Losi, al figlio e ai nipoti. È stata un’emozione incredibile, la chiusura di un cerchio. Doveva andare così, è stato bellissimo”.

La storia non finisce qui. “Tramite Andrea Antonini, che giocava nel Deportivo Fornaci, abbiamo conosciuto Bruno Conti nel suo Padel City Center ad Anzio. È stato bellissimo, anche perché abbiamo fatto un’amichevole Brescia-Roma. Bruno faceva l’allenatore e in campo c’era anche Simone Pepe, ex Juve. Bruno Conti è gentilissimo, ha registrato dei video con noi e indossato la maglia biancoazzurra del Deportivo Fornaci”.

Capitoli di una vicenda che continua a regalare emozioni. “Qualche tempo fa, grazie a Malagò, eravamo stati invitati al Coni e a Trigoria. Avevamo conosciuto Totti e De Rossi. Questo legame con la capitale è sempre più forte e vivo e continua a regalarci grandi sorprese. Vedere un campione del mondo come Bruno Conti indossare la nostra maglia è stato speciale. I campioni e gli uomini veri sanno riconoscere e valorizzare la passione del mondo dilettantistico, il nostro, fatto di dedizione, impegno, sacrificio e gratuità”. 

Un concatenarsi di eventi toccanti, vissuti profondamente, da pelle d’oca. Momenti figli di un semplice gesto fatto col cuore, di una sedia aggiunta ad un tavolo, del suono magico di un accento che ha toccato il cuore, di un brindisi tra un calciatore e un militare, perfetti sconosciuti e diventati amici per un giorno. Uomini d’altri tempi, capaci di generare, inconsapevolmente, una rete di relazioni significative. Una storia che è una conferma: la gentilezza può rendere il mondo un posto migliore.

 

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