È morto Carlo Tavecchio. Il calcio lombardo piange la sua guida

“Con sgomento, i componenti del Consiglio Direttivo del CRL con i collaboratori e dipendenti tutti del Comitato e delle Delegazioni piangono l’improvvisa scomparsa del presidente del Comitato Regionale Lombardia Carlo Tavecchio“.

Un fulmine a ciel sereno si è abbattuto questa mattina sul calcio lombardo e italiano, colpiti dalla scomparsa di un dirigente che ha certamente lasciato il segno nella storia recente di questo sport, del quale amava definirsi autentico servitore.

I funerali di Tavecchio si svolgeranno lunedì nella sua Ponte Lambro, in provincia di Como, della quale fu sindaco nelle file della Democrazia Cristiana a soli 33 anni. Da sempre appassionato di calcio e dirigente di società, nel 1987 divenne consigliere regionale della Lnd per poi conquistare, cinque anni dopo la poltrona di presidente lombardo, preludio all’approdo alla presidenza nazionale dei Dilettanti nel 1999. Poi i prestigiosi incarichi in Federcalcio, della quale fu guida dal 2014 al 2017 con passione, perseveranza, uno stile unico e vulcanico, contraddistinto da dichiarazioni al di sopra delle righe, che scatenarono polemiche e perfino inchieste federali portandolo alla ribalta delle cronache.

I suoi commissari tecnici furono Conte, che fece bene, e Ventura, che fallì la qualificazione a Russia 2018. Un flop clamoroso, che portò Tavecchio alle dimissioni, atto di cui è sempre andato fiero.

Poi il ritorno a Milano nel 2021, in piena pandemia, per dedicare alla Lombardia la sua esperienza e la sua passione fino all’ultimo. Vinse le elezioni regionali dopo una sfida intensa con il bresciano Alberto Pasquali, un testa a testa che spaccò la nostra provincia in due tra sinceri estimatori e netti oppositori ad un suo ritorno.

Il Crl lo saluta così: “Vogliamo tenere impresso nelle nostre menti e nei nostri cuori l’uomo brillante, dallo smisurato spirito di servizio e battagliero nel portare avanti tutte le istanze in favore del tanto amato mondo del volontariato e del sociale espresso dal calcio dilettantistico e giovanile. Caro Presidente, hai corso per tutta la tua vita a massima velocità: ora riposa in pace”.

Alla moglie Eugenia, alla figlia e ai nipoti le più sentite condoglianze da parte della nostra redazione, alla quale concesse la sua ultima intervista lo scorso 11 gennaio.

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