Il Lumezzane va oltre il campo. Educazione e sociale per le nuove generazioni. Caracciolo: "Progetto unico"

“Noi ci teniamo”. Bastano tre semplici parole per esprimere una ferrea volontà, che fa da pilastro a idee, collaborazioni e ambizioni dalle quali scaturisce il progetto sbocciato a Lumezzane, che il presidente Andrea Caracciolo definisce “Unico”. “Fin dal nostro primo incontro, datato 2020, Lodovico Camozzi mi parlò dell’importanza della componente sociale che il club deve avere tra i suoi obiettivi primari. C’è e dovrà sempre esserci un legame diretto con il paese. Bisogna operare per trasmettere valori agli uomini e alle donne di domani”.

La prima pietra del progetto “Noi ci teniamo” è stata posata in occasione dello scorso Natale, quando il Lumezzane realizzò un video intriso di identità e senso di appartenenza, coinvolgendo tutti: dai bambini delle giovanili ai calciatori della prima squadra. Non solo: in collaborazione con Provincia e Comune si è lavorato nel campo dell’educazione stradale per la campagna di sensibilizzazione “Quando guidi poche storie”, poi è stata la volta dei messaggi contro la violenza sulle donne. Non sono mancate anche azioni concrete come le visite al centro residenziale per anziani “Le Rondini” o i 150 pacchi preparati e donati alla Caritas per le famiglie più bisognose.

“Il progetto è ormai avviato – ha sottolineato Caracciolo -, la cosa bella è che non ha una data di scadenza. Sarà un’azione continua, che porterà grandi benefici. Andremo nelle scuole a parlare di sicurezza stradale; faremo corsi di guida sicura per i nostri tesserati neopatentati; insieme alla Rete Bibliotecaria Bresciana organizzeremo eventi volti a sottolineare l’importanza della lettura; al fianco di Plastic Free annunceremo con convinzione un messaggio fondamentale votato al rispetto dell’ambiente; con Cvl coinvolgeremo bambini e ragazzi disabili in attività ludico-sportive, supportati da medici specialisti”.

Tanta carne al fuoco, insomma, con un progetto formativo a fare da ciliegina sulla torta. “La Corporate Academy del  Gruppo Camozzi si chiama Link (Learning For Innovation and Knowledge)  – ha affermato Chiara Conti, manager dell’accademia -, ed è nata 2023 per tutti i dipendenti del gruppo al fine di implementare lo sviluppo professionale a 360 gradi per ampliare competenze tecniche ma anche consolidare le soft skills, sempre più necessarie. Un ambiente stimolante e aperto a tutti i famigliari. Puntiamo a diventare un riferimento per il territorio. Vogliamo offrire a tutti gli sportivi del Lumezzane la possibilità di accedere ai corsi. Lo sport, per sua natura, è un contesto formativo, educa alla perseveranza, alla dedizione, al gioco di squadra. Sosterremo ragazzi e giovani in questo viaggio, nel quale non deve mancare mai la propensione alla crescita personale”.

Un alleato fondamentale sarà il sindaco lumezzanese Josehf Facchini: “Le associazioni sono un patrimonio inestimabile per il nostro Comune. A Lumezzane sono un centinaio. L’amministrazione ha sposato subito il progetto, vedendo in esso un cantiere aperto dove ci sono idee e proiezioni di sviluppo concrete. Tutti coloro che oggi giocano a calcio un domani saranno cittadini adulti, le cui azioni lasceranno un segno nella collettività. È nostro compito collaborare con le famiglie per trasmettere valori preziosi che arricchiranno, in prospettiva, la società civile. Ringrazio Lodovico Camozzi, che come tutti i nostri imprenditori è attento e legato al territorio. Da Lumezzane hanno ricevuto, ma stanno dando moltissimo su più fronti”.

Il progetto “Noi ci teniamo” trova anche il plauso di Matteo Marani, presidente della Lega Pro: “L’iniziativa è significativa. Apprezzo molto che questo stimolo arrivi dal mondo dell’industria. Puntare a crescere è fondamentale per vincere le sfide di oggi. I calciatori vengono sempre visti in chiave tecnica, ma maggiore è la conoscenza di cui possono disporre e migliori saranno le loro prestazioni, nello sport e nella vita. Intelligenza e cultura aiutano in tutti i campi. Ci vorrebbero tante realtà come Lumezzane, dove si fanno le cose per bene. Qui si percepisce che c’è dietro una comunità che ha capito il vero potenziale del calcio, che è strumento per una crescita sociale. Il calcio deve essere attento ai territori che abita, arricchirli. Gli imprenditori possono fare molto. A livello nazionale penso all’esempio di Olivetti e di tutti coloro che hanno compreso che il capitale umano va valorizzato con progetti illuminati, come questo”.

Bruno Forza

 

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