dal Corriere della sera-Brescia
La sensazione somigliava già a una quasi totale certezza. Il «quasi» è stato tolto ieri, quando i legali romani e bresciani di Massimo Cellino hanno completato nel pomeriggio le carte per impugnare la sentenza, ritenuta ingiusta dai diretti interessati, che martedì scorso ha dichiarato il fallimento del Brescia Calcio.
Da subito intendevano ricorrere, pur sapendo che gli ostacoli da aggirare esistono. Uno su tutti, tra gli altri, ha una data chiara: il club aveva tempo sino al 2 agosto, per completare l’iscrizione (avvenuta il 15 luglio), considerata lacunosa, al campionato Under 16 provinciale. Questo ritorno in campo era l’unico amo gettato in mare per salvare la matricola 7810, riattivata già dalla Lega Nazionale Dilettanti il 30 giugno nell’ultimo giorno utile, e recuperare i fondi garantiti – cifra tra i 5 e i 6 milioni – dai diritti di valorizzazione per la cessione record di Sandro Tonali dal Newcastle al Tottenham: ossia l’asso che Cellino e i suoi legali avevano calato, sulla sirena, per convincere il pm a ottenere il concordato in bianco.
Il ricorso tuttavia è stato molto veloce, in largo anticipo rispetto ai trenta giorni che spettavano alla parte ricorrente. C’era l’esigenza di non indugiare: depositarlo il prima possibile era l’unica arma utile per provare a ribaltare il verdetto (impresa già complessa) superando anche l’ostacolo imminente – che aveva fatto vacillare il club sul ricorso – che potrebbe rendere tutto vano. Perché, va ricordato, senza iscrizione a un campionato federale per la stagione 2026-27, tutto il castello crollerebbe all’istante. Senza matricola, non c’è futuro alcuno. I legali del presidente hanno però confermato ieri che tutte le carte sono state completate: ora non resta che attendere.
In quanto al nodo iscrizione, da completare entro la data odierna, Cellino al Corriere ha dichiarato: «Io ho espletato i miei doveri iscrivendo il Brescia per il settore giovanile e l’ho fatto nei tempi dovuti nell’interesse dei creditori. Il dovere del curatore resta quello di non perdere i crediti e il patrimonio creditorio residuo dell’azienda». La strategia difensiva complessiva sarà più chiara da domani. Avrà alla base anche quell’«errore di comunicazione» di cui si è sempre parlato sin dalle ore successive alla sentenza, che tuttavia al momento continua a inchiodare il club.
La strada per un ribaltone resta molto stretta, ma gli avvocati hanno deciso di percorrerla comunque. È l’ultima carta sul tavolo: per ora prolungherà la fine della vicenda.
