Il Lume tiene testa alla Juve in amichevole mentre disegni futuri prendono forma

Redazione

samb_juve

La classica giornata da raccontare ai nipotini. Partenza alle 8.30, fotografie di rito su Facebook, quasi come in gita, arrivo a Vinovo e amichevole contro la Juventus. Ernesto Torregrossa e Amadou Samb, 45 anni in due, potranno non solo dire: «Io c'ero». Portano la loro firma le due reti che hanno consentito al Lumezzane di perdere solo 3-2 la sfida con i bianconeri.

 

Primo tempo da tremarella, giustificata dall'emozione, dalla forza dell'avversario (chiamare seconde linee giocatori della nazionale fa sorridere), dal primo caldo stagionale. Doppietta di Bendtner, quindi, e gol di Caceres: 3-0. Nella ripresa, cambi a pioggia – anche per mister Santini, orgoglioso di dare spazio ai ragazzi della 'Berretti' – e la doppia segnatura rossoblù. Poteva scapparci pure il pareggio. Ma, in fondo, non avrebbe aggiunto una virgola a un venerdì da mettere in cornice. Soprattutto per il presidente Cavagna, presente al seguito del gruppo insieme al direttore sportivo Luca Nember. Artefice del vernissage, favorito dal turno di riposo di domenica in Lega Pro per il Lume e dal posticipo a lunedì di Lazio-Juventus. Difficile, però, mettere a freno le tante voci che vogliono il ds valgobbino in rampa di lancio. Verso il Chievo, approdo naturale, favorito dal forte legame con il club di Campedelli e con Giovanni Sartori. Secondo i rumours, il domino potrebbe completarsi con il trasferimento di quest'ultimo all'Inter (al posto di Branca) e l'arrivo a Lumezzane di Christian Botturi. In panchina, terminata la deroga concessa a Raffaele Santini, sarà il turno di Michele Marcolini, per un mese ancora giocatore. Lui sì, aveva visto i bianconeri sul campo in serie A e non solo sulle figurine. Prima di proiettarsi sul futuro, il Lume deve però concentrarsi sul presente. Lo ha rimarcato ieri anche il tecnico, concentrato ad arrivare a quota 40 per centrare la salvezza. In un anno, nel frattempo, è passato dalla quasi retrocessione in Prima Categoria all'incontro dal vivo con Pavel Nedved. Nel mondo dei dilettanti, da anni, dicono sia il suo sosia. Ieri però l'ha incontrato davvero. Che storia.
Luca Bertelli